Perchè un sito internet
Gianluca Cheli
Possono essere vari i motivi che spingono una persona a mettere “su internet” un libro come questo “Don Enrico Donati e la sua gente”.
Questi sono i miei, anzi, credo i nostri, dal momento che sia l’attuale parroco di Lorenzatico, che don Enrico Petrucci, che il prof. Alessandro Albertazzi mi hanno dato il loro avvallo per quest’operazione.
Nel 1995, in occasione della traslazione dei resti di don Enrico Donati si è voluto ricordare il sacerdote, e più che la sua uccisione, la sua vita e le sue opere nei suoi trent’anni di vita passati al servizio di Dio nella parrocchia di San Giacomo di Lorenzatico.
Stampato in un quantitativo ridotto di copie, per poterne diffondere il contenuto il mezzo più idoneo è proprio Internet, non essendo stato il guadagno il motivo trainante dell’opera.
Immigrato nel territorio persicetano, solo nel 2003 mi sono cimentato nella lettura di questo libro, comprendendone gli scopi, pur non condividendoli. Probabilmente il mio spirito non è abbastanza elevato, e consapevole di questo mi sono piegato volentieri al principio cristiano che ne è alla base, cercando di non alterarlo nell’eseguire questa trasposizione.
don Enrico Petrucci
| Tratto dal BOLLETTINO della PARROCCHIA del SACRO CUORE DI GESU’ e SAN GIOVANNI BATTISTA |
| don Enrico Petrucci |
Sono nato a Bologna il 17 dicembre 1956.
I miei genitori si chiamano Enrichetta e Fulvio ed ho una sorella di nome Chiara che è sposata ed ha tre figli, abitano tutti a Bologna.
Ho ricevuto il Sacramento dell’Ordine (sono diventato prete) il 19 settembre 1987, per le mani del Cardinale Giacomo Biffi, nella Cattedrale di San Pietro a Bologna.
Prima di essere inviato a Castel Guelfo sono stato mandato alle seguenti Parrocchie:
1) Santi Savino e Silvestro di Corticella a Bologna: dal 27 settembre 1986 al 20 ottobre 1989.
Durante questa permanenza ho svolto il ruolo del Cappellano: aiutare il Parroco nella gestione delle attività pastorali, in modo particolare l’attività dell’Oratorio giovanile gestito dalle Figlie di Maria Ausiliatrice (le Suore fondate da San Giovanni Bosco), ho respirato “l’aria salesiana”.
Sono stati gli anni dei primi passi, in una Parrocchia che allora era di 15.000 persone (oggi è stata divisa in due Parrocchie), l’impegno era grosso ma la gente era stupenda nella disponibilità e nel servizio che sono maturati e radicati nell’amicizia e assistenza agli ospiti della Casa della Carità.
Dal 1 gennaio 1987 e fino al giorno della partenza, sono stato nominato insegnante di religione presso la Scuola media inferiore statale di Corticella.
2) San Biagio a Cento (Ferrara): dal 23 ottobre 1989 al 25 ottobre 1993.
Anche qui ero Cappellano. In quegli anni la Parrocchia era di 8.000 persone Il Parroco, ricoprendo anche il ruolo di Vicario episcopale, era spesso assente. Il mio impegno primario era quello di guidare la vita dell’Oratorio parrocchiale che raccoglie tuttora la realtà giovanile delle tre Parrocchie centesi (questa volta non c’erano le Suore) con l’aiuto e la collaborazione qualificata di giovani ed adulti. Abbiamo proceduto alla ristrutturazione dell’ Oratorio.
La nomina di insegnante di religione era rivolta agli studenti delle superiori dell’ITIS; contemporaneamente il Vescovo mi ha affidato anche il servizio di Cappellano all’ Ospedale civile.
La vita pastorale di questa Comunità è particolarmente attenta al dialogo culturale.
3) San Giacomo di Lorenzatico e San Biagio di Zenerigolo a San Giovanni in Persiceto:
dal 21 novembre 1993 al 21 settembre 2002..
A queste due realtà parrocchiali sono arrivato con il ruolo di Parroco (per gli amanti dei titoli: Arciprete a Lorenzatico e Parroco a Zenerigolo) e di Cappellano dell’Ospedale Santissimo Salvatore di S. Giovanni in Persiceto. Le due Parrocchie insieme sono formate da 1.300 persone. Entrambe nel passato avevano due asili e due Parroci (fino alla fine del 1800 c’erano anche i Cappellani), già gli ultimi tre miei predecessori avevano avuto dal Vescovo il compito di far lavorare insieme queste due Parrocchie e quindi ho trovato tanta disponibilità e poche difficoltà. E’ stato quindi possibile ristrutturare la Scuola materna a Lorenzatico e realizzare l’ Oratorio a Zenerigolo nella vecchia Canonica. Ho avuto modo di vedere che, se ci si affida sempre alla Provvidenza, è possibile crescere nella comunione e vivere fraternamente in pace.
Nel 1998 l’Arcivescovo mi ha nominato vice assistente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori e il 3 febbraio 2002 Canonico della Collegiata di S. Biagio di Cento.
Questi sono stati i passi che hanno preceduto il mio arrivo a Castel Guelfo, ma come e perché essi sono stati preparati?
Non devo nascondere che “un po’ di colpa” deve essere data alle preghiere di mia madre e alla tenacia di mio padre per educarmi: essi mi hanno sempre educato a frequentare la Parrocchia e ad andare a Messa presso la nostra Parrocchia di S. Maria Lacrimosa degli Alemanni a Bologna.
Dopo la Scuola media inferiore ho frequentato il Liceo scientifico, iscrivendomi poi alla Facoltà di medicina e chirurgia presso l’Università di Bologna. Sono stati questi gli anni in cui ho affrontato più seriamente il discorso sulla fede. Insieme agli amici ogni mattina ci trovavamo in Parrocchia alle sette del mattino per recitare le Lodi mattutine, alla sera la S. Messa; una volta alla settimana ci incontravamo per prepararci alla Liturgia domenicale; ci impegnammo ad animare una realtà caritativa di accoglienza per ragazze madri, tossicodipendenti e casi sociali vari presente in parrocchia; svolgevo anche il servizio di catechista. Finchè cominciai a sentirmi rivolgere una domanda da più persone: ma perché invece di fare il medico dei corpi, non fai il medico delle anime?
La mia fidanzata cominciò a guardare male chi mi diceva così e devo dire che ce la metteva tutta per non sentire e per calamitarmi a lei.
Il Parroco osservava e con calma e senza fretta mi faceva pensare aiutandomi a meditare la Parola di Dio, facendomela gustare come parola di salvezza e liberazione, verificando insieme il mio cammino con la direzione spirituale. Arrivò il momento che, all’insaputa di tutti, iniziai a conoscere il Padre spirituale del Seminario: una volta al mese andavo al ritiro per i giovani che verificano quale è la loro vocazione. La mia vita proseguiva normalmente lavorando anche insieme a mio padre mentre, a settembre 1979, partii per il servizio militare che fui chiamato a svolgere nel Corpo degli alpini. Mi trovai ad avere una bella penna nera in testa, a vivere per un anno tra le montagne dell’ Alto Adige a Bolzano.
Fu un anno in cui pregai e pensai tanto quale strada dovevo prendere. Vivevo tra gente nuova ed ero lontano dagli influssi di chi mi voleva medico, prete, marito, padre, disponibile sempre per ogni attività….
Ma successe che un giorno il Cappellano militare mi fece leggere una lettera di uno che si era congedato ed era entrato nel Seminario di Brescia, ritrovai i miei stessi pensieri e capii che non dovevo più rimandare, la decisione era da prendere. Trovai il modo di prendere il treno, andare dalla mia fidanzata e dirle chiaramente e definitivamente quello che avevo deciso. Quando ritornai in caserma ero soddisfatto e pronto per gli ulteriori passi: la famiglia, il Parroco, gli amici, il Seminario. Il servizio militare terminò e tornai definitivamente a casa frequentando ancora la facoltà di medicina, finchè il 4 ottobre 1981 entrai al Pontificio Seminario regionale di Bologna.
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