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PAROLE DELL'E.MO CARDINALE ARCIVESCOVO IL 14 MAGGIO 1944 NELLA BASILICA DELLA MADONNA DI S. LUCA

Ho voluto celebrare io stesso - oggi - la "Messa del Voto", che raccoglie tutti i vostri voti, le vostre ansie, le vostre preghiere, in questo giorno solennissimo sacro alla nostra Madonna, qui dove ci siamo raccolti (invece che nel tempio maggiore, impediti dai rischi dell’ora) pieni di fede che la Vergine ci proteggerà sempre e ci libererà dal male. Anche la nuova violenta incursione di ieri - per fortuna non di molte vittime, sempre però troppe e dolorose - non diminuisca la nostra fede. La fede compie prodigi, come ci assicura il Divino Maestro, e Dio può piegare in un momento le più proterve volontà e mutare in un istante le vicende dei tempi. Invochiamo la Madre celeste, come io vi proposi già chiedendoLe innanzi tutto la pace con Dio, in noi tutti con un pentimento sincero, generoso; con una fervosa schietta confessione delle nostre colpe al Sacramento del perdono. La pace con Dio é il fondamento e la promessa d’ogni altra pace, e ci rende sereni e forti anche nelle più aspre distrette e innanzi ai più grandi pericoli.
Poi, la concordia coi fratelli! Quanto ci stringe il cuore e quanto ci affligge vedere insanguinate così spesso le nostre vie, le nostre campagne da sangue fraterno versato crudelmente, alcune volte persino sotto lo sguardo atterrito delle madri, delle spose, degli innocenti fanciulli! E, purtroppo, anche prossimo ci si prospetta - Dio non lo permetta - un avvenire ancora più fosco se non si comprende da tutti la necessità di lealmente obbedire alle leggi, certamente dure, ma leggi del tempo di guerra; non esponendosi a gravi sanzioni dolorose e a irreparabili rovine di vite e di cose. Scongiuriamo perciò tutti i figli nostri a ben ponderare - lasciata da parte ogni altra considerazione - la grave responsabilità, che si affaccia alla coscienza di uomini, di cristiani, di italiani, quando non si collabori con tutta sincerità ai doveri tutti di buoni cristiani, di buoni italiani.
Questa parola che vi indirizziamo dalla Casa e dall’altare della Madonna, non ci é dettata che dalla carità pastorale, che ci impone di stornare dal capo dei nostri diletti figliuoli e specialmente della nostra gioventù dilettissima ogni sventura è più che mai un'irreparabile sventura che noi sentiremmo ripercossa nel nostro cuore paterno con immenso strazio e indicibile angoscia.
La Madre Celeste sia la buona consigliera di tutti i nostri figliuoli. Sempre d’oro il consiglio della Madre e più che mai di tal Madre. La Sua tenera voce che grida come un giorno Gesù - amatevi gli uni gli altri! - sia da tutti ascoltata prontamente, docilmente, generosamente. Allora brillerà sul nostro volto e nella benedetta nostra terra d’Italia quel sorriso di gioia, che domandiamo a Lei nella breve preghiera proposta alla vostra pietà figliale, sorriso di gioia nella riacquistata pace con Dio - nella fraterna concordia riaffermata tra noi - dolce e sicuro preludio al termine di questo desolante diluvio di sangue.
Sorriso di gioia santa in terra, auspicio del sorriso di eterna gioia in Cielo. Sì, ripetiamo alla Madonna:
"Pace con Dio, concordia coi fratelli, sorriso di gioia -- donaci o Maria".

 
Don Enrico Donati, Giuseppe Fanin, il persicetano, ...
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